Il Cörsivoe: cosa nasconde?

Fa ridere. Punto. 

Nulla contro Elisa Esposito che sicuramente ha inventato questo nuovo modo di parlare, diventando virale.

Chapeau! 🎩

Ma non si potrebbe mai prendere in considerazione l’idea di far diventare il #corsivoe qualcosa di più. 

Negli ultimi giorni, non mancano commenti di molte persone, che si presentano come linguisti, che lo hanno considerato come una nuova generazione della lingua italiana usata dalla Gen Z, sulla base del fatto che la lingua italiana si adatta ai cambiamenti per non diventare una lingua morta.

Sì è vero che l’italiano si adatta in base all’uso che ne fanno le persone. Vediamo alcuni esempi:

Es 1. Se la maggioranza delle persone usa “ma però” al posto di “però” o solo “ma”, anche se grammaticalmente scorretto, allora la lingua italiana tollera questo uso. 

Es 2. È nato un nuovo termine (ricordi petaloso?).
Se la maggioranza delle persone usa una nuova parola (con il criterio di usarla per indicare qualcosa che finora aveva solo una parafrasi) allora l’Accademia della Crusca accetta il suo impiego e lo introduce come nuovo lemma nel vocabolario italiano. 

Es 3. Ghostare è un prestito dall’inglese (appartenente a uno slang, quello del gioco) che viene adattato morfologicamente (con la prima coniugazione in -are del verbo italiano) e poiché viene usato un numero elevato di volte entra nel vocabolario e di conseguenza nel lessico italiano. 

Ma il corsivo è tutt’altra storia.

Per quello esiste una sfera della linguistica chiamata fonologia, ovvero come si pronunciano le parole, alla quale è associata la trascrizione fonetica, ovvero come scrivere la pronuncia delle parole. La pronuncia è soggetta alle varietà regionali (la cadenza delle persone di una data regione).

Di conseguenza una sorta di corsivo parlato esiste già.
Il corsivoe invece è un gioco, nulla più.